Blog

Emergenza Covid-19: progroghe del GSE
  • 14/04/2020
  • Amministratore
  • News & Eventi
  • 602
  • 0

Emergenza Covid-19: progroghe del GSE

A seguito del Decreto Cura italia deliberato dal Consiglio dei Ministri il 17 marzo scorso e dopo quello dei 31 gennaio che ha dichiarato ufficialmente lo stato emergenza per sei mesi, il GSE  insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, ha pubblicato sul proprio sito l'elenco dei procedimenti che sono stati prorogati a seguito di tali disposizioni.

Pur avendo una tabella che contempla nel dettaglio i vari decreti, molti operatori del settore sono rimasti con dei dubbi non facilmente risolvibili e che riguardano i punti che, di seguito, cercheremo di analizzare.

PROROGA A FAVORE DEGLI IMPIANTI CHE POSSONO ACCEDERE AGLI INCENTIVI DEL "D.M. 23 GIUGNO 2016" IN FORZA DEL "D.M. FER 2019"

La tabella prevede che questo provvedimento possa essere prorogato di 6 mesi oltre al termine già previsto per il 9 agosto 2020 - che, quindi, viene posticipato al 5 febbraio 2021 - per l'entrata in esercizio degli impianti che ammessi alle graduatorie formate ai sensi del "1 Bando" previsto dal D.M. del 4 luglio 2019 pubblicato in G.U. il 9 agosto 2019, vogliano beneficiare degli incentivi di cui al D.M. 23 giugno 2016.

È una proroga che riguarda gli incentivi per impianti che possono beneficiare delle tariffe di cui al D.M. 23 giugno 2016 a condizione che siano iscritti in posizione utile nelle procedure di Registro del GSE e che siano attive entro un anno dall'entrata in vigore del D.M. FER 2019.

Di seguito il testo integrale dell'art. 7, comma 1:
1. La tariffa di riferimento per gli impianti di nuova costruzione che rientrano nell'ambito di applicazione del presente decreto è: a) la tariffa di cui all'allegato 1 del decreto 23 giugno 2016, comprensiva delle eventuali riduzioni ivi previste, per gli impianti iscritti in posizione utile nelle procedure di registro svolte ai sensi del presente decreto, che non si avvalgono o per i quali non si applicano i criteri di cui all'art. 9, comma 2, lettere a) , d) , e) ed f) , e che entrano in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ferma restando l'applicazione della decurtazione eventualmente offerta in applicazione dell'art. 10, comma 3, lettera c) , dello stesso decreto 23 giugno 2016

Analizzando il testo sembra che la tariffa possa essere assegnata a tutti gli impianti iscritti in posizione utile nelle procedure di registro, come abbiamo scritto sopra, ma pare che la tabella GSE non estenda la proroga di 6 mesi anche a quegli impianti che pur non rientrando nell'attuale graduatoria, potrebbero farlo in quelle successive, già previste dal D.M. e avviate con il 2° Bando del 31 gennaio 2020 o, addirittura con il 3° Bando previsto per il 31 maggio 2020.

Va inoltre precisato che molti di questi impianti, sono già in avanzato stato di costruzione come previsto dagli articoli del D.M. FER 2019 o dal D.M. del 23 GIUGNO 2016 che potevano accedere alla graduatoria pur essendo già in corso d'opera. Sembra chiaro, dunque, che le motivazioni riconosciute dal GSE, debbano trovare applicazioni non solo agli impianti iscritti in posizione utile nelle graduatorie, ma anche a quelli che risultino in posizione utile anche nelle graduatorie formate ai sensi dei Bandi pubblicati all'interno del periodo di emergenza.

PROROGA A FAVORE DEGLI IMPIANTI DEL D.M. FER 2019 INSERITI NELLA GRADUATORIA FORMATA SUCCESSIVAMENTE AL PRIMO BANDO

La situazione appare più complessa per gli impianti che hanno partecipato al 2° Bando D.M. FER 2019 e le cui graduatorie, aperte il 31 gennaio 2020, si sono chiuse il 20 febbraio dello stesso anno e il cui esito è ancora in definizione da parte del GSE. Anche in questa circostanza, la tabella prevede la proroga del termine di sei mesi complessivi solo per gli impianti iscritti in posizione utile ai sensi del 1° bando. Eppure, gli impianti hanno accesso agli incentivi del D.. in vigore "a condizione che i relativi lavori di realizzazione risultino [.]avviati dopo l'inserimento in posizione utile nelle graduatorie" (art. 3 comma 4 del medesimo D.M.) così appare evidente che pur potendo beneficiare dei termini previsti per l'entrata in esercizio verrebbe in qualche modo intaccato dallo stato emergenziale vigente che, com'è chiaro, incide sulla possibilità di costruire.

Ragionevolmente, lo stesso criterio dovrebbe essere applicato anche a coloro che si iscriveranno al 3° Bando previsto per il 31 maggio 2020 che si aprirà e chiuderà, anch'esso, in stato di calamità.

MANCATA PROROGA A FAVORE DEGLI IMPIANTI ISCRITTI IN POSIZIONE UTILE DAL D.M. 23 GIUGNO 2016 E DAL D.M. 6 LUGLIO 2012 ED IN CORSO DI COSTRUZIONE O DI ENTRATA IN ESERCIZIO

Riguardo ancora a tutti gli impianti iscritti al registro in posizione utile, vi è, però, una fascia che non viene contemplata dalla Tabella GSE, ossia quelli già in fase di costruzione o di entrata in esercizio, che non hanno necessità di iscriversi ai registri e per i quali si è verificata o si sta per verificare la scadenza del termine per l'entrata in esercizio.

Va segnalato che come previsto dall'art. 11 comma 2 del D.M. era previsto un periodo di buffer della durata di 6 mesi che comportava in un primo momento un decalage degli incentivi dello 0,5% per ogni mese di ritardo e l'esclusione dalla graduatoria qualora fossero passati i sei mesi concessi.

Per gli impianti idroelettrici va ricordato che il termine per l'entrata in esercizio degli impianti ammessi nella graduatoria è scaduto il 18 febbraio 2020, dando quindi inzio al periodo di decalage.

Tuttavia, questo avveniva in piena emergenza pertanto, appare opportuno che il GSE consideri una proroga di 6 mesi anche per questa tipologia di impianti, che rischierebbe di pagare il prezzo più alto. Lo stesso criterio andrebbe applicato anche a quegli impianti non considerati in tabella che sono già in fase di costruzione o esercizio e che non hanno bisogno di iscriversi ai registri del D.M. FER 2019.

In sintesi, qualora non venisse considerata la differenza tra la Tabella del GSE e il DCM e rese equilibrate le disposizioni di proroga nei confronti di tutte le situazioni che, specialmente in questa fase, meritano tutela, si andrebbero a creare delle discrepanze che andrebbero in netto contrasto con quanto stabilito dal D.M. FER 2019 e che andrebbero, dunque, a ledere il diritto di ciascun produttore di poter usufruire del giusto incentivo, come già determinato dal legislatore.

C'è, inoltre, un altro aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato. Spesso i produttori lamentano che i loro impianti subiscono dei guasti importanti, che comportano il fermo degli stessi, ma che sono indipendenti dalla loro volontà, quanto dalla difficoltà di reperire o installare alcune parti di ricambio, in questo periodo emergenziale, soprattutto quelli provenienti dall'estero. In questo caso va ricordato che l'art. 6 comma 3 del D.M. FER 2019 prevede che "il periodo per il quale si ha diritto ai meccanismi incentivanti, è considerato al netto di eventuali fermate [...] per problemi connessi alla sicurezza della rete elettrica riconosciuti dal gestore di rete, per eventi calamitosi riconosciuti dalle competenti autorità, per altre cause di forza maggiore riscontrate dal GSE"

In questo caso, l'articolo prevede un'estensione del periodo nominale di servizio e quindi lascia intendere, ragionevolmente che un soggetto impossibilitato a lavorare al proprio impianto per cause a lui non imputabili bensì di diretta conseguenza dello stato emergenziale, abbia diritto all'estensione della convenzione, avendo cura di allegare tutta la documentazione probatoria a supporto.

Top